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Alessandro: L’ABiCi Swing
Abbiamo incontrato Alessandro Amerio dell’associazione la Bicicleta ASD.
Cominciamo dall’abc dello Swing, o meglio da l’ABiCi: come nome di una scuola di ballo sembra molto originale…
“In realtà è un gioco sul nome della nostra associazione, la Bicicleta ASD”.
Una scuola progettata per…?
“L’idea è di far vivere a Torino l’energia dei balli afroamericani degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso: Lindy Hop in primo piano, ma anche Charleston, Balboa e altre contaminazioni legate alla cultura swing. Direi che non è solo una scuola, bensì un punto d’incontro. Il ballo diventa un mezzo privilegiato per conoscersi, divertirsi e costruire relazioni, dentro e fuori dalla pista”.
Come definiresti lo Swing?
“Un ballo che mette in contatto, che insegna ascolto e collaborazione, e che trasforma una serata qualunque in un contesto dove sentirsi parte di qualcosa”.
La vostra casa?
“Il cuore delle nostre attività è la sala del Fortino, al Palafortino in Strada del Fortino 20 a Torino: una location storica e piena di carattere, che dà appunto subito l’idea di “casa” per chi balla”.
Tutto concentrato in questo storico ambiente?
“Beh sì, qui si alternano corsi, lezioni di prova, momenti di pratica e occasioni sociali: perché lo swing nasce sociale e, per noi di l’ABiCi Swing, imparare significa anche ballare insieme, cambiare partner, ascoltare la musica, prendersi lo spazio per sbagliare e migliorare. In un ambiente sereno che metta tutti a proprio agio. Poi questo posto ha una storia intrigante”.
Vale a dire?
“La grande sala dove si tengono le lezioni, i workshop e i grandi eventi è stata creata recuperando uno storico bocciodromo coperto. Non è una sede “capitata” lì per caso ma è il risultato dell’energia di una comunità. Nell’estate del 2016, grazie all’instancabile lavoro di oltre sessanta volontari, lo spazio è stato ripulito, riverniciato, organizzato e preparato fino a diventare la sala che esiste oggi. Inoltre ogni anno le persone dell’associazione continuano a dedicare tempo e cura per mantenerla viva, migliorandola e rendendola sempre più adatta ad accogliere chi balla, chi ascolta e chi ci entra per la prima volta”.
La realtà della comunità come si traduce nelle lezioni pratiche?
“Il team, ovvero insegnanti, organizzatori e volontari, porta avanti un’idea molto chiara: la qualità tecnica conta, ma conta altrettanto il clima. L’ABiCi Swing lavora per una community accogliente e inclusiva, dove chi arriva per la prima volta trova un contesto semplice da capire e “gentile da vivere“. Chi poi balla da anni può continuare a crescere con stimoli nuovi”.
La filosofia che vi distingue?
“È la combinazione tipica delle realtà swing che funzionano: cura dei dettagli, sorrisi, e quell’attenzione reciproca che rende la social dance un’esperienza bella per tutti”.
Come si svolge la vostra stagione?
“L’organizzazione dei corsi racconta l’approccio che dicevo: percorsi annuali con livelli diversi (e persino formule dedicate agli under 30), pensati per accompagnare le persone dalle basi fino a un ballo più consapevole e musicale. E poi ci sono workshop e appuntamenti speciali che alimentano la scena: momenti in cui Torino si collega a un mondo più grande fatto di festival, ospiti, scambi e amicizie che nascono… letteralmente a tempo di swing”.
Come si colloca L’ABiCi Swing nel panorama torinese?
“All’interno della scoppiettante realtà swing torinese, l’ABiCi Swing è uno di quei riferimenti che tengono insieme sport, cultura e socialità: la danza come attività fisica, la musica come linguaggio comune, e la comunità come valore”.
Se dovessi descrivere la vostra scuola con uno slogan…?
“Socialità – Sorrisi – Swing -> Bouncing Hearts in Turin”.
Per seguire L’ABiCi Swing: https://www.labiciswing.it/
La loro pagina Instagram: https://www.instagram.com/labiciswing/
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